” “”Non vi sono motivi religiosi dietro l’attentato avvenuto il 3 ottobre nel primo pomeriggio (ora locale) alla moschea di Midsayap, nei pressi di Cotabato, sull’isola di Mindanao, Filippine meridionali. Le ragioni sono solo politiche e si dovrà stare bene attenti a scongiurare il pericolo della strumentalizzazione, perché la violenza non coinvolga le comunità religiose”. È il pensiero espresso in un colloquio con l’Agenzia Fides dal vescovo gesuita mons. Antonio Ledesma, ordinario della Prelatura apostolica di Ipil, a Mindanao, e presidente della Commissione episcopale per il dialogo interreligioso. Il bilancio dell’attacco è di due morti e circa 30 feriti. Non è il primo caso di bombe esplose nei pressi di moschee a Mindanao: “su questi episodi – ha detto mons. Ledesma – sono in corso investigazioni e, secondo alcuni, vi sarebbe implicato anche l’esercito. Per ribadire che le religioni non sono motivo della violenza, stiamo organizzando la Mindanao Week of Peace, alla fine di novembre”. Sull’isola, ha concluso mons. Ledesma, “le relazioni islamo-cristiane sono buone, in linea generale esiste una collaborazione fra i leader religiosi, come testimoniato dalla bishop Ulama Conference che appoggia fattivamente il processo di pace. Ma Mindanao ha bisogno di una stabilizzazione, che deve avvenire a piccoli passi, gradualmente, e con il contributo di tutti”.