” ” In un momento in cui la società soffre di una “evidente inquietudine collettiva”, l’Italia e l’Europa “hanno bisogno di offrire alle nuove generazioni tempi e spazi adeguati per una formazione capace di porre i giovani nella condizione di cogliere tutte le opportunità che il mercato del lavoro offre”. E’ quanto ha affermato mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna e vicario episcopale per la nuova evangelizzazione e l’animazione cristiana delle realtà temporali, intervenuto oggi a Bologna al convegno organizzato dalla Cisl e dalla Compagnia delle opere su “Giovani e lavoro: quali diritti nel nuovo quadro normativo”. “È noto che i rapporti tra i giovani e la società sono molto cambiati e denunciano una crisi generazionale senza precedenti, che interpella tutte le forze vive e consapevoli dei nostri sistemi organizzativi – ha osservato mons. Vecchi. Tra i giovani italiani, troppo pochi si sentono ‘generati’, in senso socio-culturale, da chi li ha preceduti. Gli altri vivono un disagio che li schiaccia sul presente, li ancora a progetti irreali e non li stimola a progettare il futuro”. Mons. Vecchi ha invitato quindi i “corpi intermedi” della nostra organizzazione sociale (sindacato, organizzazioni imprenditoriali, associazionismo professionale, ‘terzo settore’) a “favorire la crescita armonica dei soggetti sociali, senza lasciarsi trascinare nell’area di una litigiosità permanente, che allontana dalla soluzione dei problemi”. Ha poi giudicato il sistema maggioritario bipolare “artificiale” perché “non riesce a svincolarsi dalla vecchia logica di schieramento” e ha concluso elogiando la recente riforma del mercato del lavoro.