” “”Il Parlamento europeo chieda l’annullamento, davanti alla Corte di giustizia della Comunità Europee, della direttiva relativa al ricongiungimento familiare degli stranieri, appena adottata dal Consiglio Ue e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale”. L’appello è di varie Ong (organizzazioni non governative), tra cui il Coordinamento europeo e la Caritas Europa. Tale direttiva rimette in causa il principio del diritto al ricongiungimento familiare e, secondo lo stesso Coordinamento, “viola un certo numero di diritti fondamentali garantiti soprattutto dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della Convenzione internazionale relativa ai diritti del bambino”. La sollecitazione nasce dall’esigenza, espressa dallo stesso Parlamento nell’aprile scorso, di correggere i dispositivi più sfavorevoli agli stranieri presenti all’interno del testo del Consiglio Ue. La prima versione di questa direttiva, risalente al dicembre del 1999, era stata approvata dalla maggior parte delle Ong, nonché dallo stesso Parlamento europeo, poiché “garantiva il rispetto dei diritti degli stranieri a vivere in famiglia”. Sempre secondo il Coordinamento, l’attuale stesura, invece, “rischia di destabilizzare in modo grave le famiglie immigrate nell’Unione europea e di compromettere gli obiettivi di Tampere”. In questa località nel 1999 il Consiglio europeo aveva tenuto in questa città una riunione straordinaria sulla creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell’Ue.