Il card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha consegnato ieri il premio cattolico dei media. Il riconoscimento, alla sua prima edizione, è andato a Regina Buckreus e Gert Krautbauer per il reportage “Gregoire’s Liste” sulla vita di disabili mentali in Africa e a Karla Krause per un programma radiofonico sui malati di Alzheimer. Alla serata hanno partecipato circa 200 tra rappresentanti della Chiesa, della politica e dei media. Nel discorso di premiazione, Lehmann ha deplorato il “mercato dei media dominato dai principi economici, in cui il ‘come’ è spesso più importante del ‘cosa’”. Secondo Lehmann, la guerra in Iraq dimostra “come può essere difficile fare del giornalismo responsabile in una situazione di forte concorrenza dei media” e rileva un peggioramento della situazione nel recente conflitto, rispetto alla “prima guerra del Golfo, che fu essa stessa una ‘guerra mediatica’”. Lehmann ha criticato inoltre i format stile “Grande Fratello” e “Superstar”, che “sono parte di un grande meccanismo commerciale”; “ci sarebbe da chiedersi”, prosegue, “fino a che punto le persone vengono degradate ad oggetti”. A questa realtà, Lehmann contrappone il “grande compito” dei giornalisti “di lavorare anche in modo sovversivo e illuminare quel che viene lasciato al buio. […] Abbiamo bisogno proprio di giornalisti che resistano alla “pressione degli share”. È ciò che hanno fatto i premiati, dando rilievo a “ciò che è spesso nascosto all’attenzione dominante ma che, proprio per questo, merita particolare considerazione”.