” “La voce della Chiesa nella vita di un Paese non deve essere percepita come “un’indebita pressione” sullo Stato ma come “offerta’ di una riflessione” che fa parte del “libero gioco democratico”. Lo ha ripetuto oggi mons. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e presidente della Conferenza dei vescovi francesi, concludendo i lavori dell’Assemblea generale che si è svolta a Lourdes (4-10 novembre). Nel suo discorso finale, Ricard torna a ribadire il riconoscimento della laicità dello Stato da parte della Chiesa francese ed aggiunge: “Questa indipendenza non significa assenza di relazioni o relegazione della religione nel dominio delle convinzioni intime”. “La giusta autonomia tra Stato e comunità religiosa spiega Ricard – con tutto ciò che essa implica, come il rifiuto di ingerenza reciproca, non significa mutismo della Chiesa di fronte a progetti di legge e davanti a situazioni che possono gravemente minacciare l’uomo e il rispetto dei suoi diritti. Un intervento in questo campo non deve essere percepito come una pressione indebita ma come l’offerta di una riflessione che fa parte del libero gioco democratico”. I vescovi chiedono pertanto che “la pratica della laicità” da parte dello Stato sia “vigilante e accogliente”. “La paura nei confronti di certe forme di espressioni islamiche o nei confronti delle sette aggiunge Ricard rischia di tradursi in sfiducia di fronte ad ogni forma di espressione religiosa. La proposta di vietare agli studenti l’adozione di ogni segno religioso in ambito scolastico, ci sembra una regressione della libertà religiosa, quando ciò ovviamente non disturba l’ordine pubblico”. “La vera laicità conclude Ricard – è quella che contribuisce a favorire una migliore coesistenza di tutte le componenti di una società”.