” “”Le mafie traggono beneficio dalle divisioni. È compito della classe politica farsi trovare unita nel contrasto ad un fenomeno che è sempre stato e sempre sarà un ostacolo allo sviluppo del Paese”. E’ quanto afferma in una nota la presidenza nazionale Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana) che, a dieci anni dall’assassinio di don Puglisi, si ritroverà a Palermo dal 13 al 16 novembre per la propria Settimana Quadri, dal titolo “Mafie e Mafiosità: testimoni di un’alternativa possibile”. Un incontro cui parteciperanno, tra gli altri, Rita Borsellino, Giovanni Impastato, Tano Grasso, don Nino Fasullo, Francesca Ragusa, don Benedetto Genualdi e mons. Mario Russotto. Secondo la Fuci la questione delle mafie “nel dibattito pubblico italiano è relegata a discussioni marginali e dai toni spesso qualunquisti. Inquietano i passi indietro fatti nel contrasto alla mafia”. Dopo “il fermento civile seguente alle grandi stragi, che portò l’Italia intera a reagire,” osserva con preoccupazione la Fuci”, da qualche viviamo una stagione di disattenzione generale sul problema”. Segnali inquietanti, si legge nella nota, vengono sia dall’attuale maggioranza di governo, con “la sua (mancanza di) politica antimafia, come la rimozione di Tano Grasso da Commissario straordinario antiracket e l’approvazione di leggi come quella sulle rogatorie internazionali ed il falso in bilancio”, sia dal fronte dell’opposizione dove manca “una seria alternativa antimafia” e sembra prevalere “la demonizzazione dell’avversario”. Occorre viceversa, conclude la Fuci, “che il dibattito si muova sui binari di un reciproco riconoscimento tra gli schieramenti e che nessuna parte faccia dell’antimafia una bandiera”.
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