” “”Al di sopra di tutte le sue scoperte e dei vantaggi tecnologici l’uomo non ha potuto bandire il fantasma della morte, e la sua eredità costante è la paura”, ha sottolineando Barragan dando una lettura “antropologica” del fenomeno della depressione, di cui durante il convegno che si apre domani in Vaticano verranno indagate le “radici” etico-antropologiche partendo dalla prospettiva delle più diffuse religioni mondiali: ebraismo, cristianesimo, buddismo, islamismo, induismo. Nei pazienti depressi, ha fatto notare il cardinale, spesso “mancano la conoscenza piena e la volontà piena”: per questo, anche nei casi di suicidio “non si può parlare di coscienza assoluta e libertà assoluta”. “Ciò non significa ha precisato tuttavia il presidente del dicastero pontificio che la Chiesa abbia cambiato la dottrina sul suicidio, che è e resta un peccato grave”. Interrogato dai giornalisti in merito a quanto incida il fenomeno della depressione nella Chiesa, Barragan ha informato che domani verrà presentata una ricerca a riguardo, e ha fatto notare che “anche se la depressione nel mondo moderno e postmoderno è cresciuta molto”, in realtà “non si tratta di un fenomeno del tutto nuovo nella storia”, caratterizzata in generale da “momenti in cui il pensiero arriva al culmine e periodi successivi di declino”, quale quello attuale caratterizzato dal “pensiero debole”. Il convegno che si apre in Vaticano terminerà il 15 novembre, con un’udienza dei partecipanti dal Papa; vi parteciperanno oltre 600 esperti di tutto il mondo”.