” “”La casa canonica dice la presenza del pastore in mezzo alla sua gente in modo stabile. Essa è punto di riferimento non solo per reperire il proprio ‘padre’ spirituale, ma anche per poterlo raggiungere e, dove è possibile, sostare in casa sua”: con queste parole mons. Giovanni Battista Pichierri, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, ha annunciato in una lettera al clero diocesano, l’inaugurazione che avverrà domani 14 novembre, della nuova casa canonica interparrocchiale di Bisceglie. Si tratta di un’opera finanziata con fondi speciali della Cei per le case canoniche al Sud (derivanti dall’otto per mille), che raggruppa in una unica struttura l’abitazione di 9 parroci; ogni appartamento possiede servizi autonomi ma vi è anche una sala da pranzo comune. “Le case canoniche in un unico stabile ha detto ancora mons. Pichierri nella lettera esprimono la comunione fraterna che deve esserci tra i parroci e lo stile che deve regnare in un condominio: attenzione reciproca, aiuto fraterno, dialogo e intese”. La struttura di Bisceglie è dotata anche di tre mini appartamenti, “un altro segno molto importante” per mons. Pichierri, al fine di garantire “l’accoglienza di qualche sacerdote di passaggio o di sacerdoti anziani che volessero sostare accanto a confratelli giovani”. Usare questa e altre strutture “per crescere nel servizio di comunione al nostro popolo” è stato l’auspicio conclusivo dell’arcivescovo.
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