” “Nei Centri culturali cattolici sparsi per il mondo, “sta crescendo lo spazio per il dibattito sul dialogo interreligioso, in particolare tra cristiani e musulmani”, e l’asse portante della loro attività resta il confronto sulle “questioni d’attualità più scottanti”, come il “dopo 11 settembre 2001”. Lo hanno detto il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, e mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, rispondendo oggi alle domande dei giornalisti in occasione della presentazione del “Vademecum dei Centri culturali cattolici nel mondo”. Citando un recente incontro, a Barcellona, dei Centri culturali cattolici del Mediterraneo, Poupard ha fatto notare che “grazie alla loro presenza paziente e umile, in un’ottica unicamente di spirito di servizio, sono diventati un punto di riferimento per la cultura di quei Paesi, a maggioranza musulmana, attivando un dialogo soprattutto con le nuove generazioni impensabile fino a qualche decennio fa”. Mons. Betori ha sottolineato come “l’attenzione ai temi ecumenici e interreligiosi, ma soprattutto al dialogo tra cristiani e musulmani, che finora era limitato all’interno di circoli ristretti, sta crescendo anche in Italia, perché sta diventando un problema pastorale e sociale sempre più sentito, oltre che un obiettivo da porsi davanti a sé”. In Italia, ha ricordato Vittorio Sozzi, del Servizio per il progetto culturale della Cei, dei 341 Centri culturali cattolici finora “censiti”, 237 si trovano nel Nord, 61 nel Centro e 48 nel Sud e nelle Isole; nella programmazione dell’attività legata all’attualità, ha informato Sozzi, “avvenimenti come il ‘dopo 11 settembre’ hanno trovato ampio spazio”, anche stimolati dai “Forum” avviati dal “progetto culturale” sui temi del “cambiamento” e della “costruzione del futuro”.