Investire, rinnovarsi, accentuare la dimensione comunitaria: è questa la “strada maestra” indicata al mondo della carta stampata da Giuseppe De Rita, per affrontare le sfide poste dal “prevaricare della tv”. Intervenendo al convegno della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) in corso a Firenze su “Il pluralismo dell’informazione”, il segretario generale del Censis ha sostenuto che in Italia “esiste un vero e proprio blocco della dimensione quantitativa nel sistema massmediale, a tutto vantaggio della televisione. Le copie dei giornali, soprattutto dei quotidiani, non crescono, la gente legge poco, la pubblicità è per la gran parte concentrata nelle mani di Rai e Mediaset”. In questa situazione “occorre verificare la reale volontà degli editori di fare investimenti, per affrontare a viso aperto il mercato. E a tutt’oggi credo di poter dire che è proprio il mondo cattolico a dimostrare una certa vivacità in questa direzione. ‘Avvenire’ ha compiuto delle scelte coraggiose e anche le testate diocesane possono fare la loro parte: mostrando una intenzionalità forte di rinnovarsi, pur rimanendo legati alla dimensione locale, che rappresenta un vero valore aggiunto. In questa fase di globalizzazione mediatica e culturale, l’aggancio al territorio e a una comunità, può rappresentare un’arma vincente”. De Rita ha sostenuto inoltre l’opportunità “che i giornali del territorio avanzino precise richieste alla politica: un quadro normativo favorevole, sgravi fiscali sulla carta, miglioramento della rete distributiva e postale”.