CARD. RUINI: NASSIRIYA “DURISSIMA PROVA” PER L’ITALIA, PIÙ IMPEGNO PER “LOTTA A TERRORISMO” E “PACE” (2)

“Fin dalle sue prime avvisaglie – ha ricordato il card. Ruini aprendo oggi ad Assisi la 52ª Assemblea generale della Cei – il conflitto in Iraq è stato, anche all’interno del nostro paese, motivo di forti perplessità e contrapposizioni”, e “la decisione del Parlamento di inviare un nostro contingente per partecipare all’opera di pacificazione e ricostruzione è stata assai contestata, anche se l’approvazione unanime di una risoluzione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha poi attenuato e ridimensionato i dissensi”. Per affrontare questa “durissima prova”, è dunque il giudizio dei vescovi, l’Italia ha bisogno dell'”unità” nazionale di cui si sono sentite, in questi giorni, “chiare e confortanti espressioni, sia da parte di rappresentanti politici e istituzionali sia nel contatto diretto con la popolazione”. Dopo Nassiriya, per Ruini, l’Italia non può “rinunciare all’impegno fermo e vigoroso nella lotta al terrorismo, facendo fronte fino in fondo agli obblighi che derivano dalla solidarietà internazionale e ancora prima dalla nostra storia”. Nello stesso tempo, “con non minore coerenza e determinazione”, occorre “operare per costruire o ristabilire nel mondo, e oggi in particolare nei rapporti con i popoli islamici, condizioni di pace, di rispetto reciproco e anche di sincera collaborazione”, rispondendo così agli “interessi veri e durevoli del nostro Paese e dell’intero Occidente”, ma anche all'”anima stessa della nostra civiltà”. Sottolineando che non è “responsabilità” dei vescovi, ma dei “legittimi rappresentanti della nazione”, “individuare i passi da compiere” per raggiungere tali obiettivi, Ruini ha condannato anche l'”abominevole strage” di Istanbul: “Simili atti di odio e di antisemitismo – ha detto auspicando una “mobilitazione concorde” contro il terrorismo – si condannano da sole e sono una gravissima profanazione del nome stesso di Dio”.