UNIVERSITÀ: ORNAGHI (CATTOLICA), NO A “MARGINALIZZAZIONE”, SÌ A “AUTONOMIA” E “INVESTIMENTI”

” “Per avere “una percentuale di spesa in ricerca e sviluppo in linea con la media europea”, l’Italia dovrebbe “quasi raddoppiare gli attuali 12 miliardi di euro” destinati a questo scopo”, ma soprattutto adottare come “obiettivo strategico” quello di “destinare a ricerca, innovazione e sviluppo” il 3% del Pil (prodotto interno lordo). Lo ha detto Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica, inaugurando oggi l’Anno accademico della sede romana e del Policlinico Gemelli. Ornaghi è partito dai dati “sconfortanti e amari” che riguardano i “vincoli e ostacoli” posti “non solo dalla esiguità delle risorse economiche messe a disposizione e dei finanziamenti”, ma anche “dalle modalità con cui essi vengono erogati e richiesti”. “Se incombe il rischio che l’università sia sempre meno in grado, per penuria di risorse e per ristrettezza degli investimenti pubblici, di produrre ricerca scientifica –ha ammonito il rettore della Cattolica – ci sovrasta anche il pericolo che l’università venga messa ai margini dei processi” decisionali. Di qui la necessità, per Ornaghi, di “definire, garantire, esercitare” l’autonomia senza “sacrificare una porzione sia pur minima della nostra storia e della nostra identità”, nei tre campi dell’assistenza, della ricerca e della gestione delle risorse. “Pluralismo, sussidiarietà e apertura internazionale”: questi, ha detto il rettore, alcuni “valori” correnti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che attualmente è la più grande università cattolica d’Europa, frequentata da quasi 43 mila studenti.