LA VITA CONSACRATA OGGI E L’URGENZA DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO

” ” “Stiamo avvicinandoci rapidamente al giorno in cui non sarà possibile affrontare una teologia sistematica cristiana se non sviluppando in parallelo un profondo dialogo con le altre ‘grandi vie'”: è uno dei pensieri di fondo proposti da p. Chris McVey nella relazione di apertura dell’assemblea semestrale dell’Unione Superiori Generali (Usg), aperta oggi a Roma e che vedrà impegnati fino al 28 novembre al “Salesianum” in via della Pisana circa 200 superiori generali in rappresentanza di altrettanti ordini religiosi maschili. Il presidente dell’Unione, fr. Alvaro Rodriguez Echeverrìa, ha ricordato come questa assemblea si ponga come completamento di quella di maggio che fu dedicata a riflettere sulla figura del religioso, pensato come “uomo di dialogo nella Chiesa e con la Chiesa”. “Il dialogo interreligioso – secondo p. José Maria Arnaiz, marianista, segretario generale dell’Usg – implica una profonda riflessione circa la spiritualità, la missione e la formazione dei consacrati”. Padre McVey, incaricato dei domenicani per il dialogo interreligioso, nella sua riflessione su “Incontrare gli altri: primo impegno della vita religiosa oggi”, ha tra l’altro detto: “Prendere seriamente il pluralismo culturale e religioso e impegnarsi per la promozione della coesistenza e della cooperazione è uno dei più importanti impegni ‘globali’ del 21° secolo”, il che si traduce per i religiosi nella sfida “di creare ciò che Levinas chiama ‘la cultura dell’essere altro”. I relatori dei prossimi giorni saranno mons. Felix Machado, segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, e p. Thomas Michel, direttore del segretariato per il dialogo interreligioso della curia generalizia dei Gesuiti. Tra i campi di azione dei consacrati in vista del dialogo interreligioso, lo strumento di lavoro dell’assemblea indica quello “della vita” a fianco della gente, “delle opere” con la collaborazione tra cristiani e appartenenti ad altre fedi per il bene comune, il “dialogo degli scambi teologici” per un confronto dei reciproci valori spirituali e, infine, “il dialogo dell’esperienza religiosa” per condividere le varie forme di preghiera, vita contemplativa e ricerca dell’Assoluto nei diversi cammini di fede.