“Ferma opposizione” alla proposta di concedere fondi comunitari alla ricerca sugli embrioni, votata dal Parlamento Europeo lo scorso 19 novembre, è stata espressa dal Santo Sinodo di Grecia in vista del Consiglio dei ministri, in programma oggi 27 novembre a Bruxelles, che dovrà decidere se ratificare o meno tale proposta. “La Chiesa ortodossa di Grecia” -si legge in una nota diffusa ieri sera -“esprime la sua esplicita opposizione all’adozione di questa politica, contraria ai fondamentali principi etici e offensiva verso l’uomo che è immagine di Dio. Per di più prosegue il documento – essa scardina le linee guida indicate dalla Commissione Europea sul finanziamento della ricerca sulle cellule staminali ricavate da embrioni umani e viola le serie riserve etiche invocate da una forte minoranza in Parlamento, ed espresse da una maggioranza ancora più forte all’interno della società civile”. “La fretta con cui la proposta è stata votata osservano i vescovi greci indica una tendenza ad imporre punti di vista piuttosto che ad iniziare un dialogo, e ciò è confermato anche dall’inflessibilità con cui la decisione di limitare gli esperimenti agli embrioni creati dopo il 27 giugno 2002 (come previsto nel Sesto programma quadro europeo per la ricerca) è stata respinta”. “La vita umana inizia dal momento del concepimento, e più è debole e indifesa, più ha bisogno di cura e protezione legale. Per questo siamo contro ogni tecnica che implichi la distruzione degli embrioni, eticamente inaccettabile, indipendentemente dal progresso in campo medico che potrebbe consentire”,conclude il Santo Sinodo, auspicando che “il Consiglio dei ministri, cui spetta la parola finale, non adotti tale proposta dell’Europarlamento”.