” “Un “polo formativo integrato, nel quale nulla vada perduto della ricchezza e delle peculiarità delle singole istituzioni, ma si possa presentare una proposta unitaria ed articolata alle parrocchie, ai movimenti, alle associazioni”: questa la proposta fatta dal card. Ruini alla Chiesa di Roma, “in modo che vescovi ausiliari, parroci e responsabili dei diversi ambiti pastorali possano indirizzare i laici interessati, a seconda delle loro motivazioni e destinazioni, ai diversi livelli formativi che la diocesi propone”. Tutto ciò, in linea con gli Orientamenti pastorali della Cei e con quanto la Chiesa italiana ha “in agenda” in vista della “riformulazione di proposte adeguate per la formazione teologica dei laici”, anche attraverso “forme di ‘sussidiarietà’ e di integrazione fra le diverse esperienze presenti sul territorio nazionale”: facoltà teologiche, Istituti superiori di scienze religiose, Istituti Cei, scuole di base. L’obiettivo finale, ha spiegato infatti il cardinale, è quello di “assicurare forme diffuse di formazione teologica di base per tutti, sia in vista di una fede culturalmente più avvertita sia in funzione di un’adeguata preparazione all’assunzione di funzioni e servizi nella comunità ecclesiale”. Altra finalità, in sintonia con il “progetto culturale” della Cei e in risposta alle richieste del Papa relative all'”urgenza di percorsi formativi adeguati per i laici”, quella di “promuovere una più organica correlazione tra le varie istituzioni che provvedono alla formazione e alla ricerca teologica a livello propriamente accademico, anche alla luce delle maggiori esigenze di dialogo e collaborazione con il mondo vasto della cultura nel Paese”.
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