” “La marcia “sia segno di una comune, instancabile e fattiva ricerca di giustizia e verità e di un concreto impegno personale e sociale”. Questo l’auspicio della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti a proposito della Marcia Gravina-Altamura che si svolgerà l’8 novembre per protestare “contro i poligoni militari e le scorie nucleari e per affermare la volontà delle comunità murgiane di istituire un parco di pace”. Negli ultimi anni, infatti, il territorio dell’Alta Murgia, in provincia di Bari, è oggetto di dispute e contese tra gli interessi di chi vuole usarlo per lo smaltimento di rifiuti molto inquinanti (farmaci, piombo, cromo) e i cittadini che chiedono il rispetto dell’ambiente e delle falde acquifere e la creazione del Parco naturale dell’Alta Murgia (istituito una decina di giorni fa ma senza soddisfare le attese della popolazione). Una impresa privata sta addirittura costruendo la più grande centrale d’Europa per lo smaltimento di rifiuti altamente tossici. La marcia le prime due edizioni si erano tenute nel 1985 e nel 1987, anche per iniziativa di don Tonino Bello e dei vescovi pugliesi – si snoderà lungo il percorso che collega Gravina ad Altamura, per una distanza complessiva di 14 km che saranno percorsi in circa 3 ore e mezza (partenza alle 13.30). Hanno aderito realtà di diversa appartenenza culturale, tra cui Agesci, Pax Christi, Caritas, Ac, missionari comboniani, ma anche enti locali, partiti e sindacati. “Come Chiesa – spiega don Mimmo Natale, dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro , pur non partecipando ufficialmente alla marcia, siamo disponibili a collaborare con le istituzioni per trovare una soluzione che rispetti l’ambiente. Non vogliamo che la Murgia diventi la pattumiera d’Italia”.
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