IL PAPA: “NON POSSIAMO DIMENTICARE LE RADICI POLACCHE”, “GRAZIE” ALLA CEI E APPELLO PER “MEMORIA” E “IDENTITÀ CRISTIANA”

” “”Non possiamo dimenticare le radici polacche”, che sono quelle di “una cultura pervasa dallo spirito cristiano”. Lo ha detto oggi il Papa, che ha “festeggiato” il suo onomastico incontrando i membri della Fondazione “Giovanni Paolo II” e i partecipanti a diversi pellegrinaggi dalla Polonia. Ricordando gli scopi della Fondazione “Giovanni Paolo II”, istituita 22 anni fa per “facilitare il consolidamento dei legami tradizionali esistenti tra la nazione polacca e la Santa Sede” il Papa ha aggiunto: “Non possiamo dimenticare le radici polacche”, e ha ringraziato i suoi connazionali per le “iniziative di carattere religioso e culturale, che diventano occasione di evangelizzazione e di diffusione di una cultura pervasa dallo spirito cristiano”. Citando, poi, l’impegno della Fondazione nel “curare la preservazione dei documenti riguardanti il pontificato e la diffusione dell’insegnamento del magistero della Chiesa”, il Papa ha fornito una sua lettura degli attuali scenari storici: “Nello spazio dell’ultimo quarto di secolo – ha detto – si sono compiuti numerosi e significativi eventi nella Chiesa e nel mondo, che mettono in evidenza il fatto che le nostre azioni umane, sebbene maldestre, si inscrivono nei piani della bontà divina. Tali eventi non possono essere dimenticati. Che la loro memoria formi l’identità cristiana delle generazioni future”. Il Papa, inoltre, ha rivolto un “particolare ringraziamento” al card. Ruini e alla Cei “per l’aiuto materiale nell’opera dell’istruzione dei giovani dei paesi dell’ex blocco orientale”, in quanto “significativa espressione della solidarietà della Chiesa in Italia con le Chiese che continuano a curare le ferite dell’epoca passata”.