” “In un momento in cui “il dibattito è concentrato su temi come il mercato del lavoro, la riforma delle pensioni, la flessibilità e la responsabilità sociale dell’impresa”, occorrerebbe “più attenzione alla qualità e al tema della sicurezza sul posto di lavoro, cercando di rimuovere le cause che possono provocare anche tragedie come la perdita di vite umane”. Commenta così don Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale sociale e il lavoro, la morte di Marco Amorini (18 anni) e Giancarlo Favoriti (47 anni), i due operai rispettivamente di Monte S. Giovanni Campano e Anagni (in provincia di Frosinone) travolti in questo fine settimana dal crollo di un solaio di una cabina elettrica in costruzione in una clinica di Guidonia, vicino Roma. Oltre a “far applicare la normativa in materia di sicurezza sul lavoro, con apposite verifiche e controlli”, secondo il direttore dell’Ufficio Cei bisognerebbe “rivedere anche la legge sugli appalti: se l’unico criterio è al ribasso, non è detto che siano sempre favorite imprese cosiddette ‘regolari’, e non invece quelle che non rispettano certi requisiti o favoriscono forme di lavoro nero”. Stando ai dati Istat, nel primo semestre del 2003 si sono registrati in Italia 484.512 infortuni sul lavoro, con una diminuzione dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; gli infortuni mortali, sempre nel primo semestre di quest’anno, sono stati finora 716, pari a 22 casi in meno rispetto alla prima metà del 2002.