RIFORMA DEI TRIBUNALI PER I MINORENNI: G. PAZÈ (GIUSTIZIA E MINORI), UN PROGETTO NATO “CON INTENTO PUNITIVO”

” “”Il progetto di riforma dei Tribunali minorili bocciato dalla Camera, laddove aboliva la specializzazione dei giudici e riduceva il raccordo tra organi giudiziari e servizi sociali, impoveriva la possibilità di intervenire per la tutela dell’infanzia”: questo il commento rilasciato oggi al Sir da Piercarlo Pazè, magistrato presso il Tribunale dei minorenni di Torino e direttore della rivista ‘Minori giustizia’, promossa dall’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia che più volte si era espressa contro il progetto di legge. “Nonostante almeno due aspetti positivi – l’avvicinamento della giustizia al territorio in una prospettiva di prossimità al minore e l’unificazione delle competenze in materia di famiglia e minori -, ha proseguito Paizè, il progetto di riforma nasceva con intento punitivo nei confronti dei tribunali dei minorenni e povero di competenze, negando gli aspetti psicologici e umani nella tutela del minore e leggendo tutta la materia in chiave esclusivamente giuridica”.
” “”Alcuni degli errori più vistosi del progetto – ha proseguito Pazè – erano già stati eliminati dalla Commissione giustizia della Camera, p.e. l’abbassamento dell’età per cui si può essere imputati di un reato, ma il depotenziamento delle competenze psicologiche dei giudici manifesta comunque il privilegiare l’aspetto retributivo (pena contro reato), piuttosto che quello rieducativo”.
” “”Si è tenuto conto solo in parte – ha concluso Paizè – dei contributi offerti da quanti lavorano da anni in questo campo molto delicato; un progetto di riforma deve nascere da una larga consultazione e non imposto dall’alto”.