Secondo Olimpia Tarzia, segretaria nazionale del Movimento per la Vita, questa legge “pone fine al far west della provetta e al relativo business sostenuto da potenti lobbies del mondo sanitario. Non si tratta della vittoria di valori cattolici ha aggiunto in quanto il diritto alla vita è il primo dei diritti umani. Questa è la vera laicità dello stato, comprovata dal significativo voto trasversale che ha visto in prima fila numerose donne parlamentari che hanno mostrato una particolare sensibilità nella direzione della tutela dell’embrione e dei suoi diritti”. La presidente del Forum delle Associazioni Familiari (che rappresenta 37 aggregazioni di ispirazione cristiana), Luisa Santolini, ha detto che “questa legge l’aspettavamo da due decenni, anche se non rappresenta la migliore legge possibile quanto piuttosto il male minore. Con essa hanno vinto i bambini che verranno domani, ai quali è garantita l’identità biologica e familiare; ha vinto il buon senso con l’aver rimesso al centro il modo antico e sempre nuovo di concepire l’uomo all’interno di una coppia stabile e responsabile; ha vinto il lavoro parlamentare con una legge che sicuramente qualifica questa legislatura”. La Santolini ha ricordato che all’insediamento delle Camere, 250 parlamentari di entrambi gli schieramenti avevano firmato un manifesto sulla tutela della vita e dell’embrione che oggi trova il suo esito legislativo. Rispondendo a una domanda, la Santolini ha detto che “non è in programma una revisione della legge 194 sull’aborto”.