” “Una “Lettera alle Chiese sull’Europa nel 2004” con l’elenco delle sfide che si aprono con il nuovo anno è stata approvata oggi dalla Conferenza delle Chiese europee (Cec, l’organismo che riunisce 125 Chiese di tradizione ortodossa, protestante, anglicana e vetero-cattolica e 40 organizzazioni associate), a conclusione dell’incontro del Comitato centrale riunitosi dal 13 al 18 dicembre a Ginevra. L’anno 2004, si legge nella Lettera, “è di importanza cruciale per il continente europeo” e “offrirà un certo numero di opportunità che permetteranno di testare il futuro dell’Europa”. Tra le varie opportunità la Cec elenca l’allargamento dell’Ue, le elezioni del Parlamento europeo, lo sforzo di “arrivare ad un accordo riguardo al Trattato costituzionale dell’Ue”, la possibilità di “approfondire le relazioni con i Paesi vicini, in particolare quelli dell’Est e le regioni del Mediterraneo”, infine “la decisione cruciale” rispetto alle negoziazioni con la Turchia. All’interno di questi processi, osserva la Cec, il ruolo delle Chiese è di continuare a sottolineare che “l’integrazione europea non deve limitarsi alle sole dimensioni politiche ed economiche”. “Converrà evitare il rischio di fare dell’Ue una fortezza afferma la Lettera -. Tuttavia dovrebbe essere possibile, a livello di frontiere Ue, ridurre la tratta e il commercio di esseri umani. L’integrazione deve essere un processo per migliorare la vita degli individui e delle comunità. Un processo con un volto umano e fondato su valori e principi comuni”. “Sfortunatamente”, aggiunge la Cec, “questo messaggio è stato quasi del tutto dimenticato nelle ultime tappe della Conferenza intergovernativa” e “le negoziazioni sembrano essere state dominate da un’enfasi eccessiva di egocentrismo e di ricerca del potere piuttosto che da solidarietà e dignità umana”. La Cec spera comunque che le sue proposte riguardo al Trattato siano prese di nuovo in considerazione e si rallegra per le conclusioni del Consiglio europeo di dicembre a favore del dialogo interreligioso.