IMMIGRAZIONE: COMITATO PER I DIRITTI DEI MIGRANTI, “L’ITALIA RATIFICHI LA CONVENZIONE INTERNAZIONALE ONU”

” “”Chiediamo al Governo italiano di avviare il prima possibile le procedure per la firma e ratifica della Convenzione internazionale per la protezione di tutti i lavoratori migranti e i membri delle loro famiglie”. E’ la richiesta fatta oggi a Roma dal Comitato Italiano per i diritti dei migranti – composto da Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) Fondazione Migrantes (Cei) Caritas italiana, Casa dei Diritti Sociali – Focus, Cgil, Cisl, Uil) – in occasione della Giornata Internazionale del Migrante. Questa Convenzione (adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 1990 ed entrata in vigore il 1° luglio del 2003) “non è stata ancora ratificata da nessun Paese europeo e si pone come strumento privilegiato per la protezione dei diritti umani fondamentali di tutti i migranti, indipendentemente dal loro status giuridico – ha ricordato Claudio Lenoci, direttore dell’ufficio Oil per l’Italia -. E’ quindi doveroso da parte di tutti gli Stati adottare misure e politiche appropriate per una gestione della migrazione rispettosa di questi diritti”. Infatti, i 24 Stati che ad oggi hanno firmato e ratificato la Convenzione sono in maggioranza Paesi di provenienza dei flussi migratori come Messico, Filippine, Sri Lanka, Marocco, Senegal. “Un ulteriore ritardo nella ratifica da parte dei Paesi occidentali – ha affermato padre Bruno Mioli, della Fondazione Migrantes – potrebbe suonare come un torto o una beffa ai Paesi in via di sviluppo. Si rischia di dare alla Convenzione un valore solo velleitario. Comporta la disponibilità dell’Italia e dei Paesi europei di rivedere le normative non consone, ma sarebbe un passo in avanti per misurare il grado di umanità della civiltà occidentale”. Negli ultimi 35 anni il numero dei migranti internazionali è più che raddoppiato arrivando agli attuali 175 milioni di presenze regolari e circa 30 milioni di irregolari.