” “Gli scioperi “selvaggi” che hanno caratterizzato l’Italia nelle ultime settimane l’ultimo è quello di ieri a Roma, da parte dei lavoratori dell’Alitalia sono “una manifestazione della frantumazione sociale che caratterizza il nostro Paese”, per uscire dalla quale è necessaria “una strategia del dialogo” frutto della “capacità di ascolto delle esigenze dei lavoratori”, ma anche del “rifiuto del corporativismo e dell’esasperazione delle esigenze di categoria”. Ne è convinto Antonio Maria Baggio, docente di etica sociale alla Pontificia Università Gregoriana, secondo il quale anche i media hanno una “responsabilità” nel modo in cui hanno “raccontato” gli eventi, rinforzandone “gli elementi negativi”. Per Baggio, infatti, “l’esasperazione di alcune categorie di lavoratori si è incontrata con il desiderio degli operatori della comunicazione di fare spettacolo”. Chi fa informazione, invece, per Baggio “potrebbe adoperarsi per rompere questo circolo vizioso”, ad esempio “segnalando le “tantissime esperienze di dialogo sociale tra le parti in atto nel nostro Paese”. Quanto alla prassi, evidente nello sciopero di ieri, del “provocare danni per avere visibilità e essere presi in considerazione, anche grazie al ‘ritorno’ sui media”, Baggio osserva: “Quando una parte di esaspera, vuol dire che non c’è stato sufficiente ascolto e concertazione”. “Cercare ciò che unisce, più che ciò che divide”: questa la “ricetta” di Baggio per “ricostruire un senso di comunità che si è perso nel nostro tessuto sociale”. Ferma restando, dunque, la “condanna doverosa” verso azioni che “vanno contro il bene comune e mettono in difficoltà tantissime persone”, come è accaduto nello sciopero di Milano, Baggio conclude che “non si può addossare solo ad una parte la responsabilità del bene comune, che si ottiene con il concorso di tutti e con un dovere specifico delle istituzioni pubbliche”.
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