” “”La laicità, in Francia, è vissuta come una religione, ovvero, fin dall’epoca della Rivoluzione, pur con alterne vicende, come la religione della Repubblica”. Lo afferma il filosofo Gaspare Mura in una nota pubblicata oggi sul Sir on line, a proposito della legge sulla “laicità dello Stato”, che il presidente della Repubblica francese Chirac ha promulgato il 17 dicembre, accogliendo i risultati della commissione presieduta da Bernard Stasi. La legge proibisce nei luoghi pubblici (scuole, tribunali, ospedali…) non solo l’ostentazione dello chador delle donne islamiche, ma anche la kippah ebraica nonché le croci cristiane di grandi dimensioni. “Andando alle radici culturali della legge francese sulla laicità – scrive Mura -, al di là di ogni polemica politica e religiosa, scopriamo allora che ‘tolleranza’ e ‘democrazia’ non hanno lo stesso significato” nei Paesi europei. “In una prospettiva cristiana – prosegue il filosofo – tolleranza, laicità e democrazia dovrebbero essere sinonimi di qualcosa di più profondo, ovvero sinonimo di solidarietà e di comunione. Non si tratta infatti solo, per il cristiano, di ‘tollerare’ l’altro e di rispettarlo, ma di essere solidale con i suoi valori e di creare costruttivamente e positivamente quel clima di comunione per il quale sia anche possibile la condivisione dei valori. E questa è l’anima che i cristiani dovrebbero sapere immettere nella società contemporanea”. E per questo, conclude, “la scuola, diversamente da come la concepisce la legge francese sulla laicità, non deve essere il luogo del trionfo ideologico dell’agnosticismo laicista, ma piuttosto, e proprio laicamente, il luogo del confronto, dell’educazione al dialogo e al rispetto dell’altro”.