” “”L’espressione cinematografica può suscitare una profonda esperienza di incontro con Dio” e “il cinema é una nuova forma di iconografia molto valida per il nostro tempo”. Lo ha detto ieri sera a Roma il presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, mons. John Patrick Foley, concludendo la settima edizione del convegno internazionale di studi su “Cristo nel cinema. Un canone cinematografico” promosso dal suddetto dicastero vaticano con l’Ente dello spettacolo per “promuovere uno spazio di dialogo tra cinema e fede”. “Due realtà creatrici della cultura – ha osservato l’arcivescovo -: due linguaggi di rappresentazione simbolica” che “stabiliscono dei vincoli tra le persone e toccano i punti più vitali dell’uomo” come “l’anelito di una società migliore” o “la lotta tra il bene e il male”. “L’espressione cinematografica ha proseguito -, pur non avendo come obiettivo diretto la ricerca spirituale, tuttavia si intreccia costantemente con essa e può suscitare una profonda esperienza di incontro con Dio, soprattutto quando diviene vera creazione artistica”. Quanto al tema dell’edizione 2003, “il cinema é una nuova forma di iconografia molto valida per il nostro tempo ha osservato Foley e il volto di Cristo” già rappresentato in altre forme artistiche, “appare anche in questo mezzo che riflette, come in un mosaico, quegli aspetti personali che ogni autore privilegia”. “Rispetto per il mistero” è quanto richiesto agli autori dal presidente del Pontificio Consiglio, che invita quindi gli spettatori a “mostrare quell’attenzione necessaria per compiere un discernimento dinanzi a ciò che vedono”.
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