Dopo la “giornata nera” del 1° dicembre, Milano rischia il bis. I mezzi pubblici delle città italiane potrebbero subire il 15 dicembre un’altra giornata di stop. Su questo problema è intervenuto già all’indomani della recente astensione dal lavoro don Raffaello Ciccone, responsabile dell’Ufficio per la vita sociale e il lavoro della Diocesi di Milano. “Su un piano morale – ha affermato Ciccone in una nota che appare nel sir di oggi- non è giusto continuare a oltranza uno sciopero dei servizi pubblici senza preavvertire i cittadini. Il danno ricade su una utenza senza colpa”. D’altro canto, aggiunge il responsabile della Curia, “la legge non è da una parte sola. In questo caso va fatta luce sul perché di questa scelta che, a detta di molti, è sembrata capricciosa o criminale”. Da due anni, infatti, il contratto di categoria nazionale è stato firmato con l’impegno di un aumento di 106 euro mensili: ma “in due anni non è arrivato un soldo ai lavoratori. Non ci si è neppure riuniti intorno a un tavolo per iniziare la trattativa. Così si sono tenuti, complessivamente, otto scioperi di sei ore l’uno, senza smuovere nulla”. A questa situazione vanno aggiunti i timori dell’imminente privatizzazione che vedrà la riduzione del personale dell’Atm. Ciccone richiama dunque i ferrotranvieri “al rispetto delle regole e, prima ancora, dell’utenza”; invita i sindacati a “non lasciare soli i lavoratori”; si rivolge infine all’azienda, che, riguardo il rinnovo contrattuale, si deve “sentire altrettanto leale nei confronti dei lavoratori, riconosciuti nella loro dignità”.