” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Le elezioni legislative in Russia confermano un processo di stabilizzazione che con tutta probabilità sarà ulteriormente confermato da un nuovo mandato presidenziale per Valdimir Putin. Stabilizzazione von oben, cioè dall’alto, come è stato confermato dal primo rapporto degli osservatori internazionali, che hanno parlato di elezioni regolari ma pesantemente caratterizzate dalla propaganda governativa.
” “La Russia insomma conferma di uscire progressivamente dalla lunga transizione che ha seguito il crollo del regime sovietico, in forme comunque che confermano le sue peculiarità. L’affermazione, su registri nuovi e compatibili con un quadro economico e culturale progressivamente “globalizzato”, di parole d’ordine di antica radice nazionalista sembra sottolineare questo dato.
” “Si tratta di un elemento importante anche in relazione alla progressiva definizione dell’identità dell’Unione europea, oggi alle prese con il duplice, cruciale passaggio del grande allargamento e della definizione “costituzionale”. Nel momento in cui si allarga l’Unione europea necessariamente si pone i due grandi problemi geo-politici, quello cioè delle relazioni con la Russia e con la Turchia. La questione di fondo, se inserire, nella media prospettiva, queste due grandi aree direttamente nell’Unione o non piuttosto articolare forme di partnership diverse, resta ancora assai aperta. In prospettiva si misurerà intorno a questo nodo la fecondità e la stessa identità del processo costituzionale in corso e su cui si può ragionevolmente azzardare oggi un qualche ottimismo. L’articolazione di questo ampio spazio, se rappresenta uno dei temi in qualche modo tradizionali della geo-politica, in quanto ha per molti versi segnato anche i secoli passati, si pone in un quadro mondiale di cui il quadrante europeo è solo una delle componenti.
” “Forse di qui si può partire per allargare lo sguardo ad un passaggio della politica e del sistema delle relazioni internazionali che sta cercando, in particolare nel lungo e difficile dopoguerra iracheno, un suo nuovo equilibrio. La breve esperienza di questi mesi ha dimostrato quanto anche l’unica superpotenza abbia la necessità di dovere necessariamente contare su un sistema di relazioni e di solidarietà internazionali, che, per quanto “asimmetrico”, in particolare dal punto di vista militare, gioca un ruolo decisivo. Questo sistema però deve essere costruito: le scorciatoie non pagano. E non può non essere imperniato sul ruolo cruciale della partnership atlantica, che non a caso arriva fino alla Russia. Ed è tanto più forte quanto più chiara e salda è la posizione e l’identità dell’Unione Europea: una grande incognita ed una grande speranza.
” “
” ”