” “”La soliedarietà è la pietra angolare dell’integrazione europea”. Alla vigilia del vertice europeo di Bruxelles del 12 e 13 dicembre, che dovrebbe concludere i lavori della Conferenza intergovernativa e spianare la strada al Trattato costituzionale dell’Ue, la Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea) interviene con una nota pubblicata nell’ultimo numero del proprio mensile “Europe infos”. Nel testo si fa riferimento al prossimo allargamento dei confini comunitari, che includeranno nell’Unione paesi con un livello di sviluppo economico molto lontano dalla media Ue; Stati che hanno fra l’altro problemi di politica e di gestione interna, con “scandali e corruzione” evocati dalla stampa, “sui quali i governi non hanno apparentemente alcun controllo”. Un ulteriore problema sarà dato dalle nuove frontiere rivolte verso la Russia, “spesso troppo aperta agli avventurieri e ai trafficanti di droga venuti dall’Asia”. Certamente è “impensabile tornare alla fortezza Europa”. D’altro canto occorre vigilare anche su questi versanti e contrastare le eventuali “reazioni integriste e nazionaliste”. La Comece invita dunque i “responsabili delle Chiese” affinché facciano la loro parte, aiutando i fedeli a vivere “il valore evangelico dell’ospitalità” e aprendosi a “veri segnali d’amicizia” Citando infine una frase di Jacques Delors, presidente della Commissione fra li anni ’80 e ’90, viene infine rilanciato l’invito a dare un’anima all’Europa.