” ” “Cento cinquant’anni fa la maggior parte dei contadini osteggiava le ferrovie perché avrebbero spaventato le mucche”: è l’arguto paragone usato da don Paolo Busto, direttore de “La Vita Casalese”, settimanale diocesano di Casale Monferrato, per incoraggiare i titubanti e i contrari all’integrazione degli immigrati extracomunitari. “Il problema è spiega don Busto che sta facendo molto discutere l’iniziativa del giornale di dedicare dall’inizio di quest’anno una pagina alla comunità albanese della nostra zona, con testi scritti nella loro lingua”. Sugli oltre 105 mila abitanti della diocesi, gli albanesi sono circa 1500, di cui circa un terzo bambini e ragazze che frequentano le scuole locali. “Tanti di loro frequentano i nostri oratori, una parte è battezzata, numerosi fanno il catechismo, vengono a messa la domenica: a loro dovremmo forse dire che il cristianesimo è solo per gli autoctoni, o che tutti sono ugualmente figli di Dio?”, si chiede il direttore, come rispondendo ai lettori che sono perplessi o contrari a questa iniziativa di apertura concreta ai problemi degli immigrati. “Noi crediamo che sia doveroso offrire ai lettori di origine straniera informazioni, ad esempio, sugli aiuti concessi dalla nostra legislazione alle famiglie con bambini, oppure i contributi per gli affitti ‘regolari’. E’ un modo concreto per dire il benvenuto da parte nostra a persone che cercano solo migliori condizioni di vita rispetto a quelle di provenienza”. L’iniziativa della pagina in lingua albanese è stata resa possibile dalla collaborazione di una giornalista, già conduttrice televisiva, che ha seguito il marito in Italia.