” “Preghiera, diplomazia e “mobilitazione dei cattolici”: sono gli strumenti messi in campo “per il bene dell’umanità” da Giovanni Paolo II “di fronte al “grave rischio per la pace nel mondo”; un impegno, del resto, “in piena continuità con il suo pontificato” Ad affermarlo stamani, il direttore dei programmi della Radio vaticana, padre Federico Lombardi, durante una tavola rotonda svoltasi all’interno dell’XI Convegno nazionale teologico-pastorale dell’Opera romana pellegrinaggi (Roma, fino al 13 febbraio). Mentre il cardinale Roger Etchegaray, inviato del Papa, è giunto a Baghdad, e c’è attesa per le visite in Vaticano di Tarek Aziz (14 febbraio) e Kofi Annan (18 febbraio), il Pontefice è “l’ultima autorità morale mondiale rimasta che non si rassegna all’inevitabilità della guerra”, e in questo “non è solo, non è sconfitto, ma ha creato un consenso vastissimo che va oltre il mondo cattolico” rimarca il direttore del settimanale “Famiglia cristiana”, don Antonio Sciortino. Secondo il sacerdote “c’è un’opinione pubblica che senza avere alcuna simpatia per i dittatori è convinta che la guerra contro l’Iraq avrebbe delle conseguenze gravissime per le popolazioni civili” oltre al “rischio di trasformarsi in una ‘guerra continua’ suscitando un conflitto tra Occidente e Islam dagli esiti imprevedibili”. “Una maggioranza silenziosa”, cui ha dato voce il referendum sul tema promosso nei giorni scorsi dal settimanale, invitata da don Sciortino ad unirsi alla Marcia della pace in programma il 15 febbraio “in 46 capitali e 63 città, cui prenderanno parte milioni di persone di diverse idee e culture”. “Tutti, senza tanti distinguo, siamo chiamati a prendere una posizione netta ed inequivocabile contro l’intervento militare” è il monito di don Sciortino; in particolare di fronte ad “una certa propaganda mediatica che, appiattendosi sulle ragioni della guerra, insiste nel denigrare i pacifisti” e li definisce “con un luogo comune antiamericani e inconcludenti”. “Non si tratta di essere antiamericani., secondo l’accusa spesso mossa pregiudizialmente alla Chiesa cattolica precisa padre Lombardi ma di valutare come gli Stati Uniti gestiscono la loro leadership” e occorre “interrogarsi su come, nei fatti, ci impegniamo per eliminare le radici dell’ingiustizia e dell’odio. La pace va preparata con intelligenza e con opere concrete”
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