” “”Un aspetto mi ha colpito in alcune reazioni popolane, con qualche ‘pilotaggio’ di politicanti locali: il dare la colpa ai musulmani. Senza prove né indizi, così d’istinto”. Commenta così don Cesare Contarini, direttore di ‘La Difesa del popolo’, settimanale della diocesi di Padova, nell’editoriale del prossimo numero, le reazioni agli attentati che hanno colpito sabato 8 febbraio le parrocchie di Reschigliano e Villanova. “L’atteggiamento, frutto anche del clima di paura dovuto al terrorismo internazionale e alla possibile guerra in Iraq, evidenzia, secondo Contarini, viscerali paure del diverso, pre-razionali e pre-morali; ma va preso sul serio, interpretato ed educato. Non ci si può rassegnare alla demonizzazione dell’altro, non si può tollerare che qualche forza politica strumentalizzi questi moti istintivi e accenda gli animi e poi le… micce”. D’altronde, aggiunge il direttore del settimanale diocesano, “non è facile individuare il perché preciso di questi attentati, che rappresentano un segnale, un’intimidazione: chiesa, sta attenta, possiamo colpire. La preoccupazione (da non esagerare, per altro) sta tutta qui: non si sa chi c’è dietro queste bombe, mani vigliacche hanno colpito senza spiegare perché. La chiesa non intende cambiare strada: se il pretesto degli attentati fosse l’apertura e la tolleranza dei cristiani, queste bombe non fanno che confermare il bisogno profondo di dialogo. Con tutti, anche con chi fa uso di violenza e intimidazione per coprire le proprie insicurezze”. Quindi, conclude Contarini, anche dopo le due bombe nella provincia padovana, “tornano gli inviti a capire, ragionare, volgere al positivo, educare, informare con responsabilità. E, per i credenti, pregare per la pace”.