” “Interrogarsi sull’ “apporto dell’Azione cattolica per rinnovare oggi il volto della parrocchia in senso più missionario” è importante per l’associazione e la parrocchia, ma lo è soprattutto “per la Chiesa, perché il compito di indirizzarla verso una più accentuata missionarietà non può essere delegato a qualche truppa scelta, ma deve diventare nota che caratterizza tutta intera la vita della comunità cristiana. E questo non è possibile se non tocca la comunità nella sua espressione più completa quale è appunto la parrocchia e in essa i laici”. Lo ha detto oggi il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, intervenuto a Roma al convegno degli assistenti diocesani e parrocchiali di Ac (fino al 20) su “Fare nuova l’Azione cattolica in parrocchia”. “Il rinnovamento chiesto alla parrocchia ha proseguito mons. Betori – è in senso missionario, cioè di proiezione su quel mondo di cui i laici di Ac sono, per condizione di vita, ‘esperti'” e si inserisce nella scelta più ampia degli Orientamenti pastorali per il primo decennio del Duemila, volti a realizzare ciò che “Giovanni Paolo II ha indicato sotto la sigla di ‘nuova evangelizzazione'”. “Non è pertanto – ha precisato il segretario generale della Cei – una qualsiasi missionarietà quella che ci è richiesta perché tiene conto del fatto che essa si esercita su un terreno che già ebbe una seminagione evangelica, e che in duemila anni di storia ha dato evidenti frutti di santità e di civiltà”. Secondo mons. Betori “la missione oggi tra noi si esercita in un tempo e in un luogo post-cristiano, che quindi si connota per molti aspetti come rifiuto e non semplice non conoscenza del cristianesimo, ma che allo stesso tempo non ha però perduto del tutto le tracce della sua antica identità. Per questo motivo, spesso l’opera della missione non è tanto quella dello svelamento quanto del riconoscimento, non consiste tanto nell’abbattimento degli idoli, quanto nello scrostamento delle sedimentazioni. Valga, in questi giorni, l’esempio dell’anelito alla pace o, magari con minore chiarezza e con minore concessione da culture avverse, dell’esercizio della libertà”. “Ciò che è entrato in crisi non è questo o quel particolare del quadro, ma proprio il suo insieme, così che le tessere rimaste faticano a collegarsi tra loro e riconoscersi”. Di qui il valore del contributo decisivo che l’Ac può offrire per una “parrocchia autenticamente missionaria” attraverso il “rendere evidenti e credibili le ragioni della fede”, nella “testimonianza offerta nella coerenza della quotidianità, nel declinare in forme popolari il progetto culturale”, nella “capacità di ridare vita ad una presenza significativa dei credenti nel mondo, capace di illuminare con la verità del vangelo ogni situazione umana”.
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