” “Una non comune esperienza di servizio intercongregazionale voluta dall’Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia) in risposta alla sollecitazione di mons. Tommaso Valentinetti, vescovo della diocesi di Termoli-Larino è stata avviata da un mese a Campomarino lido, centro dove hanno trovato ospitalità molti terremotati del Molise. 5 suore, di differenti congregazione religiose, stanno infatti svolgendo un servizio di assistenza tra le persone che nel sisma del 31 ottobre 2002 hanno perso la propria casa.
” “”Il nostro compito – spiega al Sir Suor Silvana Santulini da Parma dell’Istituto delle Piccole figlie dei Sacri cuori di Gesù e Maria – è quello di aiutare la gente a rientrare, per quanto possibile, in una logica di normalità per ritrovare la speranza nel domani”. “Siamo qui per condividere la vita quotidiana delle persone aggiunge suor Alfina di Pietro da Catania delle Serve della Divina Provvidenza -. cerchiamo di essere una presenza discreta. Cominciamo il nostro giro verso le 9.30 del mattino e non rimaniamo nelle case oltre le 11.30, per non intralciare il ritmo della vita familiare che è fatto anche di faccende da sbrigare e pasti da preparare. Anche nel pomeriggio cerchiamo di non arrivare troppo presto. Incontriamo le mamme, le persone anziane, anche gli uomini quando hanno terminato il lavoro o sono di riposo. Ascoltiamo, soprattutto: un po’ sorelle e un po’ psicologhe”. “Ognuna di noi qui afferma suor Teresa Petrosino salesiana di Torino – porta la particolare sensibilità del proprio ordine religioso: come salesiana, ho una particolare attenzione per i giovani, per i quali si sta pensando ad un oratorio, e per i bambini ad una festa di Carnevale”. Da Torino viene anche suor Gabriella Moroni delle suore Nazarene: “Nel nostro ordine siamo tutte infermiere e anche qui cerco di privilegiare i malati. Sostituisco anche i familiari di ammalati cronici o di anziani in modo che abbiano del tempo per svolgere altre incombenze”. Per Suor Vincenza Gigante, dell’Istituto della Purificazione di Maria Santissima a Savona, “questa avviata è un po’ un’avventura perché non sapevano nulla delle altre, ma ci siamo trovate molto bene: quando si vive insieme è necessaria una grande stima reciproca. Quando fra un anno questa esperienza finirà sarà importante condividerla con le proprie consorelle”.
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