RIFORMA DELLA SCUOLA: ORA BISOGNA ANDARE AVANTI

” “Nota Sir su approvazione della riforma della scuola – La “riforma Moratti”, passata ieri alla Camera, adesso torna al Senato per un “dettaglio” tecnico. Si può considerare concluso l’iter parlamentare della legge-delega e adesso tocca al governo predisporre tutti gli adempimenti per avviare concretamente la riforma in tempi che la maggioranza vuole assolutamente brevi. C’è la possibilità, dunque, che nella scuola si avvii in maniera decisa un processo di cambiamento tanto necessario quanto auspicato da chi vi opera. Non che manchino, nella prospettiva di riforma, punti oscuri o discutibili, a cominciare dalla questione degli anticipi scolastici per arrivare a quella della formazione professionale. Proprio questo punto era stato salutato, all’affacciarsi della prima proposta Bertagna, come un segnale di grande modernizzazione e di recupero di un deficit del sistema scolastico del nostro Paese. Una rinnovata considerazione della formazione professionale era auspicata e necessaria. Ora da più parti si nota che il “secondo canale” sarebbe ancora debole, poco definito e quant’altro. Oltre ad essere proposta una scelta precoce agli studenti. Probabilmente esistono gli spazi per una riflessione ulteriore e per migliorare in corso d’opera quanto ipotizzato.
” “Sugli anticipi il problema è complesso. E’, questo, uno dei punti più deboli e avversati della riforma Moratti, contestati all’interno dello stesso schieramento di maggioranza. Mandare alla scuola elementare i bambini di 5 anni e mezzo e, più ancora, alla materna i piccoli di 2 anni e mezzo solleva difficoltà sia sul versante del percorso educativo, sia su quello organizzativo. Ancora mancano risposte chiare per quelle famiglie che dovranno cimentarsi con la scelta. Non solo, pare che manchino i finanziamenti per sostenere una strada come quella che si vuole intraprendere. C’è infatti chi ha lanciato l’allarme sulla insufficiente previsione di spesa. La commissione Bilancio alla Camera ha puntato il dito ed è stato questo uno degli ultimi ostacoli del percorso verso l’approvazione della legge-delega. Dal punto di vista dell'”impatto” su scuola e famiglie, sarà interessante valutare il percorso della sperimentazione avviata quest’anno. In ogni caso, il ministro ha già fatto sapere che da settembre si parte e le iscrizioni per i “primini” saranno dunque riaperte. Il clima generale nel quale si avvia la riforma Moratti non è dei migliori, segnato come è da forti contrapposizioni. Ma questa è storia vecchia e pare insuperabile, nel senso che la radicalizzazione delle posizioni nel Paese su un tema delicato come quello della scuola rende difficile un vero dialogo e confronto allargato anche in Parlamento. Come abbiamo già sottolineato più volte, invece, proprio la scuola meriterebbe uno sforzo comune e “bipartizan”, per usare un termine in voga. Perché in gioco non ci sono rendite politiche, o sindacali, ma il futuro dello stesso sistema-paese, che si qualifica per le scelte che fa. Tuttavia bisogna andare avanti. Lo stallo dura da troppo tempo e non fa bene a nessuno. Nella strada che resta da fare urge dare spazio a quella collaborazione che finora è spesso mancata.
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