AZIONE CATTOLICA: P. BIGNARDI, “IL CORAGGIO DELLA NOVITÀ”

” “”Il coraggio della novità” e “la disponibilità ad imparare a riamare l’associazione” sono le due consegne che la presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Paola Bignardi, ha lasciato stamani agli assistenti ecclesiastici associativi a conclusione del convegno che ne ha visto cinquecento riuniti a Roma. “Siamo arrivati al punto in cui la nostra associazione deve avere veramente il coraggio della novità, possibile perché l’Ac è viva, e pulsa di un’esperienza ecclesiale così bella che a volte sembra impossibile ma deve diventare la vita delle nostre comunità” ha affermato la presidente. “L’attaccamento al passato, grande e nobile se è stima per la tradizione, quando è irrigidimento sulle abitudini – ha ammonito – può tarpare le ali alle potenzialità che la nostra associazione possiede e che chiedono di essere servite. Occorre che ciascuno di noi si reinnamori dell’Ac, imparando ad apprezzare con una sensibilità nuova le cose grandi e belle – o anche piccole perché quotidiane – di cui l’associazione è ricca. Ciò significa saper scorgere, attraverso la disciplina dell’amore, la bellezza di tanti teneri germogli da custodire e curare con creatività e delicatezza”. “Ed è proprio la missionarietà in parrocchia che ci provoca ad inventare nel quotidiano delle esperienze innovative da definire secondo la diversità delle esigenze”. “Perché – si è interrogata la presidente – non tentare di promuovere nuove associazioni diocesane e parrocchiali? Perché non porsi in ascolto di ciò che vorrebbero o si aspetterebbero le persone che esitano a venire o non fanno più sentire la loro voce, o non ci sono ancora e potrebbero esserci se fossimo più sensibili alle loro domande?”. Infine, la raccomandazione a “lasciare spazio alla freschezza dei giovani in un equilibrio che contemperi la stabilità degli adulti con l’entusiasmo e la provocazione alla novità dei ragazzi”. “La Chiesa italiana ha intrapreso il cammino della missionarietà concentrandosi sulla parrocchia; occorre mettere concretamente l’Ac al servizio di questa scelta progettuale. Noi assistenti dobbiamo saper essere cristiani con i laici e preti per loro” ha concluso il viceassistente generale mons. Domenico Sigalini.