” “Pubblichiamo la nota Sir sul dibattito parlamentare svoltosi ieri su crisi Usa Iraq e relativi risvolti italiani e internazionali – Nella sostanza, al di là di una divisione politica che si mantiene pertinace e guarda anche a concreti interessi elettorali, che non permettono convergenze “bipartisan”, la grande maggioranza del parlamento italiano concorda sulla necessità di arrivare ad una soluzione della crisi nel quadro dell’Onu, tenendo unite l’Unione europea e la solidarietà Nato. Non è molto, ma fotografa non solo le impasses, ma anche le potenzialità del ruolo italiano, pure alla prova di una vicenda complessa e assai contraddittoria. Il dibattito del 19 ha anche segnalato la presenza di una posizione per la pace comunque, dalla sinistra Ds a Rifondazione, e un larghissimo, trasversale consenso all’ipotesi pannelliana di un esilio per Saddam e la contestuale costruzione di una democrazia in Iraq sotto l’egida delle Nazioni Unite.
” “Nei margini stretti della diplomazia mondiale risalta in queste settimane l’azione della Santa Sede e dello stesso Giovanni Paolo II, che efficacemente il Segretario di Stato ha definito nel suo ruolo di “pacificatore”, cioè di costruttore attivo di pace. Questo significa ammettere la legittima difesa, disarmare gli aggressori, ma anche e soprattutto spendersi incessantemente per prevenire i conflitti, arrivare alla pace attraverso un percorso che affermi la giustizia e rinsaldi il sempre precario, ma sempre più necessario diritto internazionale e le sue istituzioni. Ecco allora le udienze a Tareq Aziz, al segretario generale delle Nazioni Unite, a Tony Blair, la missione del cardinale Etchegaray a Baghdad. L’attività della Santa Sede sviluppa ed approfondisce, rilancia sulla più ampia scena diplomatica internazionale ogni possibile spiraglio di soluzione.
” “Ritorniamo così al vero punto, il regime iracheno e le sue prospettive. Che questo sia il nodo, è sempre più evidente, mentre passano i giorni e il tempo delle decisioni si avvicina. In questo senso l’impegno a tenere insieme l’egida delle Nazioni Unite, l’unità dell’Europa e la solidarietà Nato delinea una sintesi certo difficile, ma in fin dei conti un impegno e una garanzia che si facciano scelte lungimiranti, che dal conflitto in atto si esca individuando comunque una prospettiva politica per l’intera regione.
” “Tanto più alla luce della vicenda della Terrasanta. Qui continuano le violenze e uno stato di guerra, con un continuo stillicidio di vittime, senza prospettive di soluzione: è una situazione inaccettabile, che si incancrenisce, nel colpevole disinteresse. E’ ora di voltare pagina.
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