” “”L’istanza morale relativa alla ricerca scientifica biomedica si apre necessariamente ad un discorso di giustizia e di solidarietà internazionale”. È quanto ha ribadito Giovanni Paolo II questa mattina ai partecipanti alla IX Assemblea generale della Pontifica Accademia per la vita (fino al 26 febbraio in Vaticano), rilevando “l’urgenza di colmare il gravissimo e inaccettabile fossato che separa il mondo in via di sviluppo dal mondo sviluppato, quanto alla capacità di portare avanti la ricerca biomedica, a beneficio dell’assistenza sanitaria e a sostegno delle popolazioni afflitte dalla miseria e da disastrose epidemie”. In particolare, ha proseguito il Papa, “penso al dramma dell’Aids, particolarmente grave in molti Paesi dell’Africa. Occorre rendersi conto che lasciare queste popolazioni senza le risorse della scienza e della cultura significa non soltanto condannarle alla povertà, allo sfruttamento economico e alla mancanza di organizzazione sanitaria, ma anche commettere un’ingiustizia e alimentare una minaccia a lungo termine per il mondo globalizzato”. Invece, “valorizzare le risorse umane endogene, vuol dire garantire l’equilibrio sanitario e, in definitiva, contribuire alla pace del mondo intero”. Da qui l’augurio che la Pontificia Accademia per la vita, che si accinge a iniziare il suo decimo anno di attività, prenda “a cuore questo messaggio” facendolo “giungere a tutti i ricercatori, credenti e non credenti, contribuendo anche in questo modo alla missione della Chiesa nel nuovo Millennio”. In questo modo, l’Accademia potrà costituire “nel terreno della ricerca biomedica un punto di riferimento e di illuminazione non solo per i ricercatori cattolici, ma anche per quanti desiderano operare in questo settore della biomedicina per il bene vero di ogni uomo”.