” “”Un sentito appello affinché la ricerca scientifica e biomedica, evitando ogni tentazione di manipolazione dell’uomo, si dedichi con impegno ad esplorare vie e risorse per il sostegno della vita umana, la cura delle malattie e la soluzione dei sempre nuovi problemi in ambito biomedico”. Lo ha ‘rinnovato’ questa mattina il Papa ricevendo in udienza i partecipanti alla IX Assemblea generale della Pontifica Accademia per la vita, sul tema “Etica della ricerca biomedica per una visione cristiana”, (fino al 26 febbraio in Vaticano). “La Chiesa – ha detto Giovanni Paolo II – rispetta ed appoggia la ricerca scientifica, quando essa persegue un orientamento autenticamente umanistico, rifuggendo da ogni forma di strumentalizzazione o distruzione dell’essere umano e mantenendosi libera dalla schiavitù degli interessi politici ed economici”. Inoltre, “proponendo gli orientamenti morali indicati dalla ragione naturale, la Chiesa è convinta di offrire un servizio prezioso alla ricerca scientifica, protesa verso il perseguimento del bene vero dell’uomo. In questa prospettiva essa ricorda che non solo gli scopi, ma anche i metodi e i mezzi della ricerca devono essere sempre rispettosi della dignità di ogni essere umano in qualsiasi stadio del suo sviluppo e in ogni fase della sperimentazione”. In particolare oggi, ha proseguito il Pontefice, “dato l’enorme sviluppo delle biotecnologie anche sperimentali sull’uomo, è necessario che gli scienziati siano consapevoli dei limiti invalicabili che la tutela della vita, dell’integrità e dignità di ogni essere umano impone alla loro attività di ricerca”. A questo proposito il Papa ha spiegato il perché sia tornato più volte su questo argomento: “Sono convinto che tacere di fronte a certi esiti o pretese della sperimentazione sull’uomo non è permesso a nessuno e tanto meno alla Chiesa, cui quell’eventuale silenzio sarebbe domani imputato da parte della storia e forse degli stessi cultori della scienza”. Il Pontefice ha concluso rivolgendo una speciale parola di incoraggiamento agli scienziati cattolici e alle Istituzioni ed alle Università ‘cattoliche’ “perché si impegnino ad essere sempre all’altezza dei valori ideali che ne hanno propiziato l’origine”. (segue)