NOTA SETTIMANALE

” “Pubblichiamo il testo integrale della nota di questa settimana – Pregano, stanno pregando tanto i cristiani di tutto il mondo, seguendo l’invito e l’esempio del Papa. D’altro canto da sempre sono due i registri d’azione che Giovanni Paolo II – coerentemente con i suoi predecessori – ha sviluppato nelle crisi belliche contemporanee: un’incessante azione diplomatica per costruire e difendere un ordine internazionale giusto e pacifico e un’incessante azione spirituale. Ecco allora all’Angelus il ricorso alle armi efficaci e pacifiche del rosario e del digiuno, in vista in particolare del solenne inizio della quaresima.
” “Sul piano diplomatico e strategico è più che mai vero che in questa fase, in vista di un’ulteriore accelerazione da parte degli Stati Uniti, è il raìs di Baghdad a dovere dare risposte convincenti. E’ vero che l’obiettivo minimo degli Stati Uniti è il cambio di regime, tuttavia di fronte all’alternativa della guerra comunque da Baghdad si attendono iniziative coraggiose e dunque risolutive: e questo a prescindere dal fatto che, come è stato argutamente ricordato nel recente dibattito parlamentare al Senato, “non è l’unico peccatore in un mondo di figlie di Maria”.
” “Occorre dunque un salto, un atto di coraggio, per spezzare l’escalation. Per questo la preghiera incessante può essere efficace, al di là delle possibili previsioni, per “la conversione dei cuori e la lungimiranza delle decisioni giuste per risolvere con mezzi adeguati e pacifici le contese, che ostacolano il peregrinare dell’umanità in questo nostro tempo”.
” “L’impegno per la pace che il Papa testimonia, anche a costo di incomprensioni e di dure critiche, è esigente. Lo ha ribadito indicando che il tradizionale digiuno del mercoledì delle Ceneri sarà finalizzato proprio alla preghiera per la pace, “espressione di penitenza per l’odio e la violenza che inquinano i rapporti umani”.
” “La spontanea mobilitazione di tanti, in Italia e nel mondo, per la pace, diventa allora l’occasione per una riflessione ancora più in profondità.
” “C’è infatti, proprio nelle nostre città, nella nostra società vicina, un tasso di violenza francamente inaccettabile. Questo tasso di violenza quotidiana è certamente funzionale a logiche non sempre limpide: basti pensare al penoso balletto di responsabilità a proposito della questione della violenza nello sport e negli stadi. L’impegno per la pace dunque non può essere selettivo, ideologico o sentimentale. Ha ribadito il Papa: “noi cristiani, in particolare, siamo chiamati ad essere come delle sentinelle della pace, nei luoghi in cui viviamo e lavoriamo. Ci è chiesto, cioè di vigilare, affinché le coscienze non cedano alla tentazione dell’egoismo, della menzogna e della violenza”: nessun alibi quindi, per qualsivoglia forma di passività.