BIOETICA: MONS. SGRECCIA (PONT.ACCAD.VITA), “LA TESI DELL’AUTONOMIA DELLA SCIENZA DAL GIUDIZIO ETICO NON È SOSTENIBILE”

” “”La centralità dell’uomo come soggetto e beneficiario delle ricerche; fiducia nel contributo degli scienziati e dei ricercatori; responsabilità dei ricercatori a muoversi all’interno dei confini etici”: sono questi i punti fondamentali del Magistero della Chiesa ribaditi da mons. Elio Sgreccia, vice presidente della Pontificia Accademia per la Vita, intervenendo questa mattina alla fase conclusiva dei lavori della IX Assemblea Generale sul tema “Etica della ricerca biomedica”.
” “Mons. Sgreccia ha sottolineato che “la libertà e l’autonomia degli scienziati non è messa in questione dalla visione antropologica” della Chiesa perché “i valori non sono estranei alla libertà: l’uomo deve prendersi la responsabilità del suo prossimo e lavorare in vista del bene di chi gli sta accanto”. Questa visione, applicata alla sfera della bioetica e delle ricerche nel campo genetico, comporta che “non è sostenibile” la tesi dell’autonomia della scienza dal giudizio etico, perché “le ricerche nel settore biomedico e delle biotecnologie possono avere dimensioni e conseguenze di rilievo planetario”. “Il consenso – poi – dei soggetti sottoposti ad esperimenti, il dovere dello Stato di promuovere ricerche, la necessità di collegamenti tra istituti pubblici e privati di ricerca, il rispetto delle minoranze”, sono, per il presule, “altrettanti elementi che devono influire nella valutazione delle politiche della ricerca scientifica”. Per quanto riguarda le Università Cattoliche, mons. Sgreccia ha rilevato che “stanno fronteggiando la grave sfida della mancanza di risorse adeguate per proseguire le ricerche”. “Ognuno sa – ha concluso – che per alcune Università è arduo avere accesso ai fondi pubblici – specie in alcune nazioni – a meno di non cedere a compromessi. Si può dunque ipotizzare la creazione di specifiche “Fondazioni” che possano così realizzare ricerche per attenuare gli effetti di questi problemi”.
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