MIGRAZIONI (CONVEGNO CEI): “I MUSULMANI NON CI CONOSCONO, NOI NON LI CONOSCIAMO”

” “”Cosa chiedono i molti immigrati nordafricani che si rivolgono al nostro centro d’ascolto? Qualcuno che li consideri non solo braccia da lavoro, ma esseri umani; la possibilità di un incontro e non solo di un contratto”. È quanto ha affermato don Livio Corazza, direttore della Caritas diocesana di Concordia-Pordenone, intervenendo questa mattina alla tavola rotonda sul tema “Esperienze di evangelizzazione e di annuncio”, organizzata all’interno del Convegno nazionale sulle migrazioni in corso a Castelgandolfo. “Il 60% degli stranieri immigrati nel Nord-Est – ha aggiunto don Corazza – è passato attraverso strutture ecclesiali. Ciò impone di dare attenzione al ruolo e alla formazione dei 30 mila volontari coinvolti nelle attività di accoglienza. Questi sono, attraverso la testimonianza di vita, i primi evangelizzatori”. Alle parole di don Corazza ha fatto eco la testimonianza di don Augusto Negri, direttore del Centro Peirone di Torino, impegnato in particolare a favore degli immigrati musulmani. “Nell’incontro – ha detto Negri – diventa importante spiegare chi sono i cristiani. I musulmani non ci conoscono e noi non li conosciamo. Nelle nostre comunità, poi, occorre superare la paura della contaminazione culturale”. Don Negri ha quindi affrontato il dato delle conversioni: “Le più frequenti sono tra gli albanesi che vedono in essa un fattore di integrazione sociale. A tal proposito può divenire determinante l’aver incontrato un’esperienza fraterna di accoglienza che stimola successivamente un cammino personale di approfondimento. Per chi arriva al battesimo, è molto importante il ruolo del padrino”. (segue)