” “Non è una contraddizione in termini ma una realtà nella Chiesa portoghese, che vede riuniti, in una stessa persona, l’ordinario militare e il presidente di Pax Christi Portogallo. Mons.Januàrio Torgal Ferreira, presente all’incontro dei vescovi africani ed europei che si chiude oggi a Lisbona (organizzato da Comece, Sceam e Conferenza episcopale Portoghese), non perde occasioni per parlare di pace ai 40.000 militari che compongono il piccolo esercito portoghese. “Mi pongo nei loro confronti con l’intenzione evangelica di ‘disarmarli’ pazientemente, ricordando loro che la guerra è l’ultima risorsa ed è il prodotto di un peccato contro la giustizia – racconta il vescovo -. I militari mi ascoltano con attenzione e si dimostrano molto attenti al discorso della pace, anche perché sono consapevoli che ogni conflitto mette a repentaglio la loro vita. Un giorno un generale mi ha detto: ‘Ho fatto molte guerre, e proprio per averle vissute ora sono contro la guerra’”. “So che è una utopia dice mons. Torgal Ferreira -, ma vorrei che i militari servano solo come simbolo del mantenimento dell’ordine o per gli interventi umanitari. I militari portoghesi, con la loro presenza a Timor est, in Bosnia e in Kosovo, hanno vissuto delle straordinarie esperienze umanitarie”. Ovvia la sua contrarietà alla guerra “preventiva” che gli Stati Uniti vogliono condurre contro l’Iraq: “Non è giusto che una forza unilaterale decida senza ascoltare l’opinione pubblica internazionale, che in tutto il mondo continua a chiedere la pace”.