CATTOLICI IN GIAPPONE: POPOLI, UNA “MINORANZA” CHE “CONTA” NONOSTANTE I NUMERI. L’ESEMPIO DEI MARTIRI

” “In Giappone, I cattolici sono 500 mila su 126 milioni di abitanti: una “esigua minoranza”, ma “molto visibile e molto rispettata”, e soprattutto “profondamente radicata nella fede cattolica e nella cultura giapponese”. E’ il ritratto dei cattolici in Giappone tracciato da “Popoli”, il mensile internazionale della Compagnia di Gesù, che in occasione dell’anniversario dei martiri giapponesi (il 6 febbraio 1597 venivano martirizzati a Nagasaki Paolo Miki e gli altri suoi 25 compagni) dedica un “dossier” al paese che è stato teatro di una “persecuzione feroce” di cui sono state vittime, oltre ai martiri di Nagasaki, altri 700 martiri riconosciuti ufficialmente, per non citare le migliaia di “cattolici senza nome”. “Cos’è rimasto oggi – si legge in un comunicato che presenta il dossier – del loro esempio e di una Chiesa nata con una spinta formidabile, vissuta per oltre due secoli nella paura e nel nascondimento”, e dove il cristianesimo è stato messo al bando fino al 1954? “La rappresentatività e l’influenza della Chiesa cattolica – è la tesi dei gesuiti – va oltre i propri numeri. Le celebrazioni del matrimonio, come quelle dei funerali, hanno in Giappone un’ampia popolarità. In questo Paese, dove soltanto lo 0,3 della popolazione è ufficialmente cattolica e un altro 0,5% appartiene a varie denominazioni cristiane, la maggior parte dei partecipanti a matrimoni o funerali cristiani sono non battezzati”. Sono soprattutto le scuole cattoliche, fa notare “Popoli”, che fanno della Chiesa cattolica “una realtà molto visibile e molto rispettata”: il 90% degli adulti che ricevono il battesimo hanno avuto il primo contatto con Cristo e la sua Chiesa attraverso la scuola, molto presente anche nel settore sociale. In Giappone, informano infatti i gesuiti, i cattolici gestiscono 234 nidi d’infanzia, 192 case per anziani, 90 centri sociali per i senzatetto o per altri servizi, soprattutto nelle zone più abbandonate nelle periferie delle grandi metropoli.
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