CASSINO: GUERRA USA-IRAQ “I GIOVANI RIFLETTONO PIÙ NEGLI ADULTI”

Nettamente contrari alla guerra all’Iraq (76,2%) e contrari al coinvolgimento di militari italiani nel conflitto (77,6%), anche se deciso d’accordo con l’Onu (60,3%): sono i dati più eclatanti di una inchiesta condotta nelle scorse settimane tra gruppo considerevole di studenti (277, delle ultime classi) di una scuola superiore di Cassino, l’Ipsia. Coordinata da don Simone Di Vito, psicologo ed esperto di problematiche sociali, l’indagine ha rivelato una forte sensibilità nei giovani sui temi di politica internazionale. “Gli studenti hanno le idee molto chiare sulla questione Saddam – dice don Di Vito – e guardano con disincanto alle prese di posizione del presidente Bush, anche se il 49,5% di loro dichiara che l’allarme americano è ‘credibile’. Del resto il 44% è convinto anche che sia giunto il momento di abolire le sanzioni contro l’Iraq”. L’atteggiamento dei giovani di Cassino è complessivamente pacato e riflessivo sugli aspetti più dibattuti a livello di opinione pubblica circa l’intervento militare americano. “Ad esempio si fronteggiano un 44,1% che dicono che la guerra potrebbe eliminare il terrorismo islamico – spiega don Di Vito – e un 44,7% che invece non lo crede. Come pure significativa è la percentuale del 44,8% che ritengono che la guerra potrebbe ‘far aumentare’ il terrorismo. Quasi la metà dei giovani intervistati ritiene che una eventuale guerra potrebbe rafforzare il presidente Bush e gli Stati Uniti. Non sfugge ai giovani anche il legame tra la guerra e gli interessi delle società petrolifere, anche se solo il 40% ritiene che un conflitto possa essere scatenato per difendere i loro interessi nell’area”. “La conclusione che ho tratto da questa inchiesta – dice il sacerdote – è che bisogna ascoltare con attenzione la voce dei giovani, i quali riflettono molto più di quanto noi adulti non pensiamo sulle grandi questioni dei nostri giorni”.