IMMIGRAZIONE: DOSSIER CARITAS/MIGRANTES, REGOLARIZZAZIONI TRA DIFFICOLTÀ, INCONVENIENTI E ADDIRITTURA IMBROGLI (2)

Difficoltà di natura informatica, tempi eccessivamente lunghi, sfruttamenti da parte dei datori di lavoro e addirittura imbrogli. Sono solo alcune delle “disavventure” che hanno dovuto affrontare gli immigrati durante le operazioni di regolarizzazione. A denunciarle è la Caritas e la Fondazione Migrantes della Cei nel “Dossier Statistico Immigrazione 2003”, presentato oggi a Roma. Caritas e Migrantes contestano innanzitutto il fatto che “l’iniziativa sia stata demandata per intero ai datori di lavoro”: una simile decisione – scrivono i due organismi ecclesiali nel Dossier – “non poteva non alimentare una catena di sfruttamenti, per cui spesso i lavoratori non solo hanno dovuto pagare il contributo posto a carico dei datori di lavoro ma anche hanno dovuto sborsare loro delle consistenti tangenti per convincerli ad avviare la pratica: a Roma tra i lavoratori dell’edilizia sono stati ben nove su dieci quelli costretti a pagare, come è risultato da un’indagine sindacale”.
Agli “sfruttamenti” si sono aggiunti gli inconvenienti di natura informatica, insorti per la difficoltà di lettura ottica di domande compilate a mano e talvolta anche in carattere non latini: queste difficoltà hanno causato ritardi in fase di registrazione e di smistamento delle pratiche e ciò ha provocato l’andamento lento del loro esame presso gli Uffici territoriali del Governo. Caritas e Migrantes chiedono infine di fare – alla fine delle operazioni di regolarizzazione una rassegna dei vari tipi di imbrogli avvenuti, dei quali si è avuta solo qualche anticipazione: dichiarazioni false di datori di lavoro e timbri rubati. (segue)