” “In un’epoca in cui “sul palcoscenico della comunicazione pubblica” il cristianesimo viene apprezzato solo quando assolve “una funzione terapeutica o solidaristica”, bisogna riacquistare “fiducia” nella “funzione educativa” come “compito irrinunciabile della Chiesa”. A sottolinearlo è stato mons. Franco Giulio Brambilla, docente di antropologia teologica al Seminario di Venegono Inferiore, aprendo oggi l’incontro nazionale dei responsabili diocesani della pastorale della scuola e dell’Irc (Insegnamento della religione cattolica), in corso a Rocca di Papa, fino al 12 marzo, per iniziativa del Servizio Cei per l’Irc e dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università, in collaborazione con l’Ufficio catechistico e l’Ufficio famiglia della Cei, sul tema “Il ritorno dell’educare. Famiglia, comunità cristiana e scuola”. In una società della “gratificazione istantanea”, ha osservato il relatore, la Chiesa “può e deve custodire il cammino di una buona educazione, come momento necessario dell’evangelizzazione”, che senza di essa “resta consegnata all’illusione delle grandi parole, ma all’insignificanza per l’esistenza”. Un buon educatore “non egemonizza, ma diventa un testimone”, “non deve aver timore di dire le proprie convinzioni, di attestare i propri valori, di offrire le proprie ragioni”, deve possedere “una competenza tecnica, psicologica e culturale”. E’ un’identikit, quella tracciata da Brambilla, che parte da una concezione di “cultura” cristiana “non riconducibile ad un asettico codice convenzionale”. In una prospettiva cristiana, ha puntualizzato infatti il relatore, “la cultura ha a che fare con il destino dell’uomo e la propria identità culturale”; ma non è mai riducibile ad “un prodotto confezionato da prendere o lasciare, da trasmettere come un pacchetto di conoscenze e di abilità”. In Italia, sono oltre 20 mila gli insegnanti di religione cattolica; nello scorso anno scolastico (2001/2002), il 93,2% degli studenti ha scelto di avvalersi dell’Irc. Ancora da definire, invece, la questione dello stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica, dopo la recente approvazione (alla Camera) del relativo disegno di legge.
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