” “Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana. Ci sono due grandi questioni sul tappeto, la guerra e l’Europa. Sul medio periodo il riassetto del sistema delle relazioni internazionali e la definizione politico-costituzionale dell’Unione Europea alla prova dell’allargamento sono due nodi essenziali anche per il futuro dell’Italia.
” “Tuttavia mancano due mesi ad un importante turno di elezioni amministrative e i patiti sono in fibrillazione anche rispetto a questioni di profilo assai più immediato o modesto. I giochi veri si faranno soltanto verso fine legislatura, ma il prossimo anno ci saranno le elezioni europee con il sistema proporzionale e i partiti si dovranno contare. Sono partiti ormai molti diversi a quelli dissoltisi dieci anni fa, con un sempre più marcato profilo professionale elettorale. La struttura interna, in particolare dei maggiori, assume sempre più un carattere di “cartello”: anche i partiti per radicarsi in una società ed in un’opinione pubblica assai sfaccettata – tendono a conformarsi come piccole coalizioni, regolate con complessi dosaggi, che evidentemente non possono non tenere conto dell’esito maggioritario: il partito-coalizione deve infatti partecipare a sua volta ad una coalizione che appoggia o esprime un candidato maggioritario ai diversi livelli di competizione.
” “E’ un processo non facile, di cui le forze politiche (e l’opinione pubblica) non senza contraddizioni stanno facendo esperienza in questi anni. E c’è una cartina di tornasole molto significativa: la Rai.
” “Da più di mezzo secolo, nella politica italiana, l’assetto della Rai è la spia, la manifestazione o l’anticipazione dell’assetto del sistema politico. Per questo il cambiamento del consiglio di amministrazione avvenuto in questi giorni, dopo una lunghissima crisi è significativo, prima ancora della stessa scelta delle persone, di buono standard con punte di eccellenza.
” “Certo tutto deve passare alla verifica dei fatti e già prima dell’insediamento non sono mancate le polemiche politiche (oltre che un disgustoso episodio di antisemitismo).Tuttavia sembra emergere un elemento strategico importante: una lettura non volgare del sistema maggioritario. L’idea che il voto di maggioranza fornisce una forma di “unzione” popolare, che legittima il vincitore a fare man bassa, a non “fare prigionieri”, volta a volta sostenuta da esponenti diversi di diverse maggioranze, non porta lontano, genera soltanto una conflittualità permanente.
” “Esiste un sistema paese, esistono dei beni pubblici, che richiamano tutti ad un senso di responsabilità che vada oltre gli interessi a breve di una parte politica. Proprio per potere affrontare in modo adeguato le sfide della nuova storia mondiale ed europea che si va disegnando in questi mesi.
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