” “Sarà dedicata alle popolazioni del Kosovo e agli immigrati presenti nel territorio diocesano la “Quaresima di carità 2003” della Caritas di Perugia-Città della Pieve, invitando la comunità locale a farsene carico con la preghiera, con momenti di riflessione e gesti concreti di solidarietà. “Oggi più che mai – spiega don Lucio Gatti, direttore della Caritas diocesana – dobbiamo dare il nostro sostegno a chi soffre ancora a causa di un conflitto ed essere disposti all’accoglienza di chi, spesso, abbandona il proprio Paese martoriato dalla guerra. Sono piccoli segni concreti di voglia di pace in questa Pasqua che si annuncia di sangue. E’ difficile che vengano colti dai ‘potenti’ della terra ma da Dio sì; ed educano tutti noi alla convivenza civile tra i popoli”. L’attenzione al Kosovo è dovuta anche alla presenza di alcuni giovani volontari umbri nel campo Caritas di Radulac, nel distretto di Klina. Essi contribuiscono con la loro presenza a ricreare il tessuto sociale multietnico e multireligioso distrutto dalla guerra di quattro anni fa. “Situazione che potrebbe, dopo il grave attentato a Belgrado di ieri in cui è rimasto vittima il premier serbo Zoran Djindjic osserva la Caritas -, riportare nel caos l’intera area dei Balcani”. Per quanto riguarda gli immigrati, anche nel territorio perugino-pievese, la Caritas diocesana consegnerà un sussidio a tutti i parroci – da diffondere poi nelle proprie comunità – dal titolo “Via verità e vita. Immigrati, accoglienza e annuncio”, per una migliore accoglienza ed evangelizzazione.
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