PAPA: GIUSEPPE DA COPERTINO, “IL SANTO DEI VOLI” E DEL “QUOTIDIANO DOVERE”

” “”San Giuseppe da Copertino, conosciuto come il ‘Santo dei voli’ a motivo delle sue frequenti estasi e della straordinarietà delle esperienze mistiche, invita i fedeli ad assecondare le attese più intime del cuore; li stimola a ricercare il senso profondo dell’esistenza e li spinge ad abbandonandosi pienamente alla volontà” divina. Così Giovanni Paolo II nel messaggio inviato al ministro generale dell’Ordine francescano dei frati minori conventuali, padre Joachim Giermek, in occasione delle celebrazioni per il 400° anniversario della nascita di San Giuseppe da Copertino, avvenuta il 17 giugno 1603. “Patrono degli studenti – continua il Papa – san Giuseppe da Copertino incoraggia il mondo della cultura, in particolare della scuola, a fondare il sapere umano sulla sapienza di Dio”. Ed è proprio grazie alla “sua interiore docilità che questo singolare Santo può proporsi come guida spirituale di ogni categoria di fedeli. Ai sacerdoti e ai consacrati, ai giovani e agli adulti, ai bambini e agli anziani, egli continua ad indicare le priorità che questa scelta radicale comporta. Il riconoscimento del primato di Dio nella nostra esistenza, il valore della preghiera e della contemplazione, l’appassionata adesione al Vangelo, senza compromessi: ecco alcune condizioni indispensabili per essere testimoni credibili”. E se questo Santo, aggiunge il Papa, “a causa del suo intenso e ardito impegno di ascesi cristiana, potrebbe apparire ad uno sguardo superficiale come una persona rude, severa e rigorosa, in realtà egli è l’uomo della gioia, affabile e cordiale con tutti”. Da qui l’auspicio che tutti “alla sua scuola, possano imparare a percorrere la strada che conduce ad una santità ‘feriale’, contrassegnata dal compimento fedele del proprio quotidiano dovere”. San Giuseppe da Copertino, al secolo Giuseppe Maria Desa, nasce in una famiglia povera. A 17 anni vuole farsi frate, ma i frati minori non lo accettano perché troppo ignorante. Ritornato a casa viene a sapere che il padre è morto e il carcere lo attende, quale erede. Scappa, ma nemmeno questa volta i frati lo accolgono. Dopo sei mesi riesce a vestire gli abiti di terziario francescano. Per alcuni mesi lavora nell’orto, nella stalla e nella cucina finché all’età di 22 anni veste il saio di fratello laico dei minori conventuali. Il 4 ottobre del 1630 fra Giuseppe si solleva da terra per la prima volta. È l’inizio di una serie di sventure: viene prima trasferito a Roma, poi ad Assisi dove vive 14 anni, poi, dato che i miracoli e le estasi non si placano, viene trasferito a Pietrarubbia e infine ad Osimo dove muore. In occasione del 400° anniversario della nascita del Santo, domani 18 marzo, 70 ministri provinciali delle famiglie francescane d’Italia si recheranno in pellegrinaggio a Osimo, per pregare sulla tomba di san Giuseppe.