CRISI USA-IRAQ: SAE, LA GUERRA È “INACCETTABILE E INCOMPATIBILE CON LA FEDE IN DIO”

” “”Inaccettabile nelle sue motivazioni” e “del tutto incompatibile con la fede nel Dio della pace”: così il Sae (Segretariato attività ecumeniche) definisce in un comunicato diffuso oggi l’ormai probabile e imminente conflitto in Iraq. “La guerra – si legge nella nota – è sempre lacerazione: di vite, di relazioni, di tutti i beni che permettono l’esistenza; è sempre violenza che uccide; è sempre distruzione”. “Ma – avverte il Sae – questa guerra – se davvero, come sembra, sarà combattuta – sarebbe anche percepita da molti come scontro di civiltà, come un tentativo di imporre con la forza la legge dell’Occidente; come la violenta affermazione di superiorità di un Paese, di una cultura (forse anche di una religione) rispetto alle altre”. Vittime del conflitto, non solo “le tante che segnaleranno i bollettini, o che saranno coperte da un calcolato silenzio”; gravemente compromesse, secondo il Sae “sarebbero anche le possibilità di convivenza su questo fragile pianeta”. “Il grido di chi chiede pace si è alzato forte in questi giorni – prosegue la nota -. Forse mai come in questa occasione abbiamo potuto sperimentare un consenso così ampio. E’ un segno di speranza” anche per “il dialogo ecumenico” ascoltare “le diverse voci della Chiese cristiane” in sintonia “su un tema così centrale per l’annuncio evangelico”. “Come associazione” impegnata “proprio nel dialogo tra le Chiese, tra le religioni e le culture – conclude il Sae –, vogliamo riaffermare che questa guerra è inaccettabile nelle sue motivazioni, quelle ideali, dichiarate, e quelle reali, assai meno nobili”, e “vogliamo dire che essa è del tutto incompatibile con la fede in un Dio della pace al cui cospetto è impossibile dichiararla giusta”.